Il plasma è la parte liquida del sangue. È costituito prevalentemente da acqua (circa il 92%), nella quale sono disciolte e veicolate molte sostanze come proteine, zuccheri, grassi, sali minerali, ormoni, vitamine, anticorpi e fattori della coagulazione. Il plasma non si può produrre artificialmente.

Il plasma è fondamentale nella cura di molte malattie croniche e rare. Una piccola quota del plasma raccolto (il 10%) viene destinato alla trasfusione ai pazienti, la maggior parte viene utilizzato per la produzione di medicinali salvavita: immunoglobuline, albumina, fattori della coagulazione, antitrombina, ecc. Questi medicinali, chiamati plasmaderivati, sono indispensabili per trattare malattie gravi come immunodeficienze, emofilia, malattie autoimmuni e anche nella gestione di complicanze del trattamento dei tumori e dei trapianti, nella gestione delle ustioni gravi e degli interventi chirurgici. Per fare qualche esempio, in media ogni anno, occorrono 130 donazioni di plasma per trattare una persona con immunodeficienza primitiva o 1.200 per produrre i medicinali necessari a una persona con emofilia.

In Italia, gran parte del plasma utilizzato per curare migliaia di pazienti ogni anno è il frutto delle donazioni volontarie, anonime e non retribuite di oltre 1,6 milioni di donatori di sangue, ma non è sufficiente. La quota mancante di medicinali plasmaderivati, soprattutto immunoglobuline, deve, quindi, essere importato dall’estero, con il rischio di carenze in caso di crisi del mercato internazionale. La domanda di questi medicinali, inoltre, continua a crescere, complici il progresso scientifico e l’utilizzo in nuove indicazioni terapeutiche.

Il plasma può essere donato tramite una normale raccolta di sangue intero, che viene poi scomposto nei diversi componenti: globuli rossi, piastrine e plasma, appunto. È possibile donare anche soltanto plasma, attraverso un procedimento chiamato plasmaferesi, che serve a separare il plasma e a restituire al donatore globuli rossi e piastrine durante la stessa seduta di prelievo. Richiede un po’ più di tempo, circa 35-40 minuti contro i 15-20 della donazione standard, ma permette di raccogliere più plasma (circa 600-700ml) e un recupero più immediato, tanto che il plasma si può donare anche ogni due settimane.

Sul plasma donato vengono effettuati gli stessi rigorosi controlli che ricevono gli altri emocomponenti, al fine di garantirne la sicurezza e la qualità per l’uso trasfusionale. Il plasma destinato alla produzione di medicinali è sottoposto, inoltre, ad ulteriori controlli sia da parte delle aziende farmaceutiche autorizzate alla produzione dei medicinali plasma derivati sia dai Laboratori ufficiali per il controllo dei medicinali italiani ed europei, secondo standard internazionali condivisi.

Il plasma ottenuto sia da sangue intero che da aferesi deve essere congelato entro tempi prestabiliti (al massimo entro 24 ore dalla raccolta) a temperature inferiori a -25°C per preservare i fattori della coagulazione. Il plasma congelato può, quindi, essere conservato a una temperatura di almeno -25°C fino a 24 mesi. Il plasma destinato alla produzione industriale di plasmaderivati viene posto in quarantena in attesa dei risultati di tutti i test infettivologici e della validazione finale delle unità, prima che le stesse vengano immesse nel ciclo produttivo.

Il sangue e tutti gli emocomponenti, plasma incluso, sono un bene pubblico tutelato dalla legge. Il plasma raccolto grazie al lavoro dei Servizi trasfusionali e delle associazioni di donatori viene congelato e inviato ad aziende farmaceutiche convenzionate con le Regioni e Province autonome per la lavorazione industriale. Le aziende lavorano il plasma “in conto terzi” per restituire i medicinali plasmaderivati prodotti alle strutture sanitarie delle Regioni. Le terapie a base di plasmaderivati vengono poi erogate gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale ai pazienti.

Per la donazione di plasma valgono le stesse regole del sangue intero: almeno 18 anni di età, peso non inferiore a 50 Kg e, un buono stato di salute, ecc. La donazione avviene dopo il colloquio con il medico che valuta le condizioni generali di salute ed alcuni parametri (frequenza cardiaca, pressione arteriosa e valori dell’emoglobina). E come per la donazione di sangue intero,se sei un lavoratore dipendente, hai diritto ad ottenere un permesso di lavoro retribuito.

Il sangue intero si può donare ogni 3 mesi: i maschi possono donare fino a 4 volte all’anno, mentre per le donne in età fertile sono consentite due donazioni all’anno. La donazione di plasma può essere molto più frequente: l’intervallo tra due donazioni di plasma è di 14 giorni, e tra una donazione di sangue e una di plasma di 30 giorni. È quindi possibile alternare donazioni di plasma e sangue d’accordo con il personale sanitario. Subito dopo il prelievo, il corpo inizia a rigenerare il plasma donato, che si riforma in poche ore. Bere acqua prima e dopo aver donato aiuta a reintegrare rapidamente i liquidi persi.

I centri trasfusionali e le unità di raccolta associative dove si può donare soltanto il plasma mediante plasmaferesi sono numerosi e su tutto il territorio nazionale. Cerca la struttura più vicina qui e prenota la tua donazione.